13/12/2010

Appunti di un passante smarrito - 10

Mentre camminavo sulla sommità della collina, vicino ad un albero secco, con i rami  a forma di croce, vidi un uomo attraversato da una ferita profonda, che pareva raggiungere la sua anima.

Mi guardò e mi disse: "Non credere che l'uomo sia naturalmente buono o cattivo. L'istinto non è etico, ma risponde a esigenze, spesso confuse tra di loro, di sopravvivenza, di alimentazione, di possesso di beni, di riproduzione, di dominio sugli altri, in un brodo irrazionale di sentimenti e di emozioni: amore e odio, fiducia e paura, gioia e rabbia. Essere buoni o cattivi è una scelta culturale: si possono selezionanre alcune componenti dell'istinto, in funzione di uno scopo che si reputa essere superiore".

Mi allontanai, consapevole che non è scontato riuscire a essere buoni tutte le ore del giorno e  che non è  poi neppure agevole essere cattivi a ogni ora del giorno, per tutta la vita.

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