09/05/2012

Senso di colpa

Sono incazzato con me stesso come una iena, perchè ho fatto un errore.

Solipsismo

Uno solo in tutto l'universo mi capisce e quello sono io.

02/05/2012

Ho partecipato al corso Excellence coaching di Ekis

Sono stato a Reggio Emilia dal 28 aprile al 1° maggio, al corso tenuto da Livio Sgarbi e Roberto Pesce di Ekis.

Il mio amico Stefano aveva opinato che si trattasse di un corso per yuppies, sottointendendo maliziosamente la mia incoerenza rispetto alle dilette letture evangeliche: "a che giova all'uomo conquistare il mondo intero, se poi perde la sua anima?".  

In verità, il corso non alimenta mire imperiali, ma parla di PNL, terapia emotiva, pensiero positivo e di altre idee, che nascono dagli studi e dall'esperienza di Livio e Roberto.

Cosa ho imparato? Intanto che esiste un modo giusto e uno sbagliato di porsi le domande. Per esempio, tanto per parlare di esistenzialismo (forse qualcuno ha  intuito che il tema mi interessa?), se io mi chiedo: "che ha senso ha fare qualsiasi cosa nella vita, se poi si muore e non c'è alcuna certezza che una parte spirituale di noi sopravviva?", la domanda è necessariamente sbagliata, perchè non può avere una risposta razionale. Una domanda alternativa, formulata in modo corretto è: "cosa posso fare io perchè la vita abbia un senso bellissimo ogni giorno che la vita mi dona?".

Ho imparato, poi (e lo si capisce anche dal passo che precede), che il modo corretto di formulare domande e di porsi obbiettivi è quello nei quali il risultato dipende da me e non dal caso o dagli altri.

Un obbiettivo formulato in modo sbagliato, quasi inevitabilmente crea frustrazione, perchè non può essere raggiunto.

Vi sembra banale?

A me no.

Provate e vedrete!

10/03/2012

La teoria degli ingredienti

Oggi parliamo della teoria degli ingredienti, cominciando con una parabola.

Un padre e un figlio, durante una escursione in montagna, smarrirono il sentiero e verso sera raggiunsero una baita isolata. Dentro non c'è nessuno, ma trovano farina, latte, uova, formaggio, olio, pane secco, acqua e sale e i due dispersi decisero di fermarsi lì per la notte.

Il figlio, appassionato di cucina, decise di preparare una cena con gli ingredienti che aveva trovato, ma il padre gli disse: "è giovedì sera e a casa nostra c'è la tradizione di mangiare il pollo con la patatine fritte il giovedì sera". Il figlio gli rispose: "papà, non c'è carne di pollo e non ci sono patate in questa baita, non posso preparare il pollo con le patatine".

Il padre gli replicò: "anche tuo nonno, nel libro che lo ha reso famoso in tutto il mondo, raccontò che a casa nostra si mangia il pollo con le patatine fritte il giovedì sera. Perchè non vuoi rispettare le nostre abitudini?".  

Il figlio sapeva per esperienza che, quando suo padre ragionava così, non c'era via di scampo e si mise doverosamente a prepare la cena a base di pollo e di patatine fritte.

Preparò così un impasto di acqua e farina, che bagnò col pane secco e  l'uovo e frisse nell'olio, per simulare una cottoletta. Tagliò il formaggio a listelle, perchè assomigliasse alle patatine fritte.

La storia insegna che le persone ricevono dalla vita una serie di caratteristiche, doti, orientamenti, capacità, propensioni, con le quali possono realizzare vari obbiettivi, ma non tutti gli obbiettivi possibili, perchè non tutti possiedono tutte le caratteristiche necessarie per fare qualsiasi cosa.

Se la propria testa, la famiglia o la società costringono, più o meno  esplicitamente, una persona a fare una cosa per la quale non possiede tutti gli ingredienti necessari, vale a dire la propensione a farla, si ottiene un risultato che può apparire buono, ma che è solo un falso, è un risultato apparente.   

E ciò crea sofferenza e ambiguità.

Gli ingredienti che la vita ci da, peraltro, non sono geneticamente predeterminati: le persone che incontriamo, le esperienze della vita e gli ambienti che frequentiamo continuano ad aggiungere ingedienti nella nostra dispensa, con i quali possiamo preparare cibi sempre nuovi, se vogliamo.

 

27/11/2011

Congedo

Fino a qui sono arrivato.

Quello che avevo desiderio di dire, l'ho detto.

Quello che potevo fare, l'ho fatto.

E ho lasciato una traccia del mio passaggio curioso e un po' sofferto.

Sembra che tutto sia stato inutile e che nulla sia cambiato.

In verità, però, dentro di me niente è più uguale a prima.

Ora non mi resta che allargare le braccia, per accogliere il vento e il tepore dolce del sole.

Forse più di questo non mi è concesso.

E così sia

Arodi Guzzman

 

18/11/2011

Non potrai mai diventare il numero uno

Non potrai mai diventare l'uomo più ricco del mondo, l'uomo più famoso dell'universo, l'uomo più bello e sexy del panorama mondiale, l'uomo più importante della storia, l'uomo più intelligente  e saggio tra gli umani, l'uomo d'affari più riuscito sul mercato.

Insomma non sarai mai il numero uno in quei settori.

Mi sa che non riuscirai neppure a essere il numero due, il tre o il quattro.

Temo che non entrerai neanche nelle classifiche.

Ma, allora, cosa stai sgomitando a fare in quelle società?

Non sarebbe il caso che ti ponessi un obbiettivo raggiungibile?

 

 

 

16/11/2011

Per un'anima intelligente

È vietato piangere senza imparare,
alzarti al mattino senza saper cosa fare,
aver paura dei ricordi
È vietato non sorridere ai problemi,
non lottare per ciò che vuoi,
abbandonare tutto per paura,
non far diventare i tuoi sogni realtà.
È vietato non dimostrare il tuo amore,
far pagare a qualcuno i tuoi debiti e il tuo malumore
È vietato abbandonare i tuoi amici
non tentare di capire ciò che avete vissuto insieme
chiamarli soltanto quando hai bisogno
È vietato non fare le cose per te stesso
non creder in Dio e fare il tuo destino
Aver paura della vita e dei suoi compromessi,
non vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo respiro
È vietato sentire la mancanza di qualcuno senza rallegrarsi,
dimenticare i suoi occhi e la sua risata
solo perché le vostre strade non si incrociano più
È vietato dimenticare il tuo passato e pagarlo con il tuo presente.
È vietato non tentare di capire le persone,
pensare che le loro vite valgano più della tua
non sapere che ognuno ha il suo cammino e la sua gioia
È vietato non creare la tua storia
smettere di ringraziare Dio per la tua vita,
non avere dei momenti per la gente
che ha bisogno di te,
non capire che ciò che ti da la vita
te la può anche togliere.
È vietato non cercare la tua felicità
non vivere la tua vita con un atteggiamento positivo
non pensare che potremmo essere migliori
non sentire che…
senza di te questo mondo non sarebbe uguale

(E' vietato di Pablo Neruda)

14/11/2011

Aforisma 11

Io credo a tutto, anche alle bugie, basta che siano raccontate bene!

09/11/2011

Magari non ci hai pensato

Non pretendiamo che le cose cambino, se facciamo sempre la stessa cosa. La crisi è la migliore benedizione che può arrivare a persone e Paesi, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dalle difficoltà nello stesso modo che il giorno nasce dalla notte oscura. E’ dalla crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i propri insuccessi e disagi, inibisce il proprio talento e ha più rispetto dei problemi che delle soluzioni. La vera crisi è la crisi dell’incompetenza. La convenienza delle persone e dei Paesi è di trovare soluzioni e vie d’uscita. Senza crisi non ci sono sfide, e senza sfida la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono meriti. E’ dalla crisi che affiora il meglio di ciascuno, poiché senza crisi ogni vento è una carezza. Parlare della crisi significa promuoverla e non nominarla vuol dire esaltare il conformismo. Invece di ciò dobbiamo lavorare duro. Terminiamo definitivamente con l’ unica crisi che ci minaccia, cioè la tragedia di non voler lottare per superarla”.

Albert Einstein 1955 

07/11/2011

Dove corri, ma dove vai?

Comincia un'altra settimana di impegni.

Però correre ha senso se sai dove stai andando.

Ma se non sai dove andare, che senso ha correre?

04/11/2011

L'artista

L'artista guarda alla bellezza per distogliere lo sguardo dalla follia del mondo.

22/10/2011

Lentamente muore (A Morte Devagar)

Chi muore?

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia di vestire un colore nuovo,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero al bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sé stesso.

Muore lentamente,
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare.

Muore lentamente,
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore,
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicità.

("Ode alla vita", di Martha Medeiros)


  ¿Quién muere?

Muere lentamente
quien se transforma en esclavo del hábito,
repitiendo todos los días los mismos trayectos,
quien no cambia de marca,
no arriesga vestir un color nuevo
y no le habla a quien no conoce.

Muere lentamente quien evita una pasión,
quien prefiere el negro sobre blanco
y los puntos sobre las "íes"
a un remolino de emociones,
justamente las que rescatan el brillo de los ojos, sonrisas de los bostezos,
corazones a los tropiezos y sentimientos.


Muere lentamente
quien no voltea la mesa,
cuando está infeliz en el trabajo,
quien no arriesga lo cierto por lo incierto
para ir detrás de un sueño,
quien no se permite
por lo menos una vez en la vida,
huir de los consejos sensatos.

Muere lentamente quien no viaja,
quien no lee,
quien no oye música,
quien no encuentra gracia en sí mismo.

Muere lentamente
quien destruye su amor propio,
quien no se deja ayudar.

Muere lentamente,
quien pasa los días quejándose
de su mala suerte o de la lluvia incesante.

Muere lentamente,
quien abandona un proyecto
antes de iniciarlo,
no preguntando de un asunto
que desconoce
o no respondiendo
cuando le indagan sobre algo que sabe.


Evitemos la muerte en suaves cuotas,
recordando siempre que estar vivo
exige un esfuerzo mucho mayor
que el simple hecho de respirar.


Solamente la ardiente paciencia
hará que conquistemos
una espléndida felicidad.

 

 

 

14/10/2011

La maggioranza delle minoranze

Ciascuno di noi appartiene a qualche minoranza, anzi appartiene simultaneamente a varie minoranze.

Io, per esempio, appartengo allo stesso tempo alla minoranza di chi ha gli occhi azzurri, a quella di chi ha 50 anni, a quella di chi non si è mai sposato e così via.

Facendo i conti, si scopre che ciascuno di noi appartiene alla maggioranza delle minoranze. 

Di solito si associa la parola "minoranza" con "discriminazione", ma è inesatto.

Solo alcune minoranze sono discriminate, altre, invece, sono avvantaggiate. Per esempio, le persone che posseggono un patrimonio valutato in milioni di euro sono una minoranza, ma non sono certo discriminate.

In una società, le minoranze sono discriminate solo se rappresentano un pericolo reale o supposto per la maggioranza.

I rapinatori di banche sono una minoranza che rappresenta un evidente pericolo reale per la maggioranza e opportunamente vengono perseguiti.

In molti casi di discriminazione delle minoranze, però, il pericolo è solo supposto e per lo più inesistente.

In questi casi la maggioranza è vittima di pregiudizi, talvolta supportatati da una presunta volontà divina. 

Nei casi di pregiudizi, i pericoli paventati sono per lo più comici, talvolta però con conseguenze tragiche: basterebbe riflettere con serenità per capirlo.

Essere minoranza non è un destino perenne, perchè può variare nel corso del tempo: i cristiani erano una minoranza a Roma duemila anni fa, ma non oggi.

Anche spostandosi nello spazio le minoranze possono diventare maggioranze e viceversa: in alcuni paesi del nord Europa i biondi sono la maggioranza, ma non in altre parti del mondo.  

Essere minoranza è il destino di ciascuno di noi.

Cosa può fare una minoranza che sia ingiustamente perseguitata? Una modalità di reazione che spesso viene utilizzata è di pretendere che la maggioranza accetti e rispetti la minoranza per il solo fatto che essa esiste. In questo caso è come se la minoranza dicesse alla maggioranza: "poichè io esisto, ho diritto di esistere e tu hai il dovere di rispettarmi e di accettarmi". E' la modalità dello scontro, che potrebbe però anche rivelarsi inefficace. 

Probabilmente a medio termine potrebbe rivelarsi più efficace una modalità diversa, vale a dire quella di far capire alla maggioranza che le caratteristiche della minoranza non costituiscono un pericolo per la maggioranza, in quanto la minoranza non ha lo scopo di sovvertire lo stile di vita della maggioranza nè di imporre a quella alcuna regola non gradita.

Può accadere che questa modalità di reazione si riveli inefficace. Questo accadde quando alla maggioranza non interessa capire chi sia e che cosa voglia una minoranza, perchè la maggioranza è in preda a uno dei deliri del capro espiatorio di cui parla l'antropologo Renè Girard nelle sue opere. In questi casi, la maggioranza ha bisogno di una vittima, di un capro espiatorio, sul quale sfogare la propria violenza, a prescindere da qualsiasi colpa della vittima (vedasi la figura di Gesù nel Vangelo).

In questi casi, la minoranza dovrebbe con pazienza far capire alla maggioranza non solo che essa non è un pericolo, ma che, al contrario, è un vantaggio, è una ricchezza per la maggioranza. Infatti capita spesso che la differenza e la varietà siano portatrici di novità vantaggiose per la stessa maggioranza, che deve solo imparare a utilizzarle. 

 

 

 

10/10/2011

Il freddo dentro

Non senti freddo dentro quando chiudi la porta e il silenzio ti costringe ad ascoltare te stesso?

Non senti freddo dentro quando ricordi i tuoi ideali e li confronti con il tuo stile di vita attuale, vacuo e insulso?

Come fu che diventasti uno dei tanti costruttori del nulla?

Non senti freddo dentro quando simuli sentimenti e affetti che non provi e nascondi quelli reali?

Non senti freddo dentro quando il mattino ti guardi allo specchio?

(Da una lettera non scritta a un amico)

 

 

 

04/10/2011

A quel paese

"Mandiamo a quel paese quelli che non ci vogliono bene: peggio per loro!".

(Risposta di Arodi alle sofferenze d'amore di Igor)

03/10/2011

Vivere senza fare del male

"Quanto a me, ho deciso di vivere senza fare del male. Mai più".

(Le ultime parole del film "Mozzarella Stories")

01/10/2011

Mistero misterioso

Credo che il Mistero sia talmente misterioso che c'è posto anche per Dio.

(risposta di Arodi ai dubbi di Don Michele sulla fede)

28/09/2011

Torto e ragione

"Ci sedemmo quindi dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano già occupati" (Berthold Brecht).

E' quasi impossibile ragionare e spiegarsi con chi parte dalla premessa ideologica che lui ha ragione e l'altro ha torto.

Chi pretende di possedere la verità, non può ammettere verità diverse dalla sua.

E' tempo perso. 

20/09/2011

Pazienza

Ti prego Signore: dammi il dono della pazienza.

Ma fa presto!

16/09/2011

Però funziona

Qualsiasi cosa ti accada, anche quella più dolorosa e apparentemente negativa, pensa sempre che per te era la cosa migliore che poteva capitarti in quel momento.

Fidati del destino e vivrai meglio.